Francesco Caldart fu arruolato come ufficiale, prima con il grado di tenente, poi promosso al grado di capitano nella brigata Siena del 32° reggimento di Fanteria. Combattè dal 1915 al 1918 e poi venne trattenuto in servizio fino al settembre del 1919.

I figli trovarono il diario alla sua morte, avvenuta nel 1970 e lo conservarono come un cimelio fino al 2010 quando, ricorrendo i 40 anni dalla morte, decisero di trascriverlo.

Nel diario si legge che Caldart aveva scritto altri 30 quaderni durante i primi due anni di guerra, dal 1915 al 1917, purtroppo andati perduti durante la caotica ritirata di Caporetto.